…E uscimmo per la strada
a visi pallidi e pensanti
di una storia ch’ebbe sparso
una marea di cuori infranti.
Frastornati e timorosi
ci approcciammo a nuova vita,
pizzichi di fanciullezza
e meraviglia infinita.
Sole tiepido sul viso,
assaporammo con cautela
un’emozione mai vissuta,
lieve, timida e sincera.
Il contagio della morte
cari aveva separato,
or d’abbracci e tanto amore
era l’uomo assai bramato.
Noi per tanto troppo tempo
eravamo stati soli,
chiusi dentro quattro mura,
voglia di tutti i colori.
Quei color di una natura
che dell’uomo avea sofferto
l’egoismo strafottente
d’inquinare a cielo aperto.
Solo allora comprendemmo
la bellezza del creato
d’apprezzar in ogni modo
tutto ciò che avea donato.
Solo allora comprendemmo
che natura non è nostra,
è ospitale ma senz’uomo
giovamento ne dimostra.
Si sognò un po’ di bene
tra persone che un tempo
nella vita sol vedevan
l’odio come sentimento.
Sogno, augurio e illusion…
che quel bene perdurasse,
che quel grande cambiamento
finalmente s’avverasse.
Cosí gli uomini ammiraron,
stretti forte nel sereno,
sprigionando gioia e lacrime,
il tanto atteso ARCOBALENO.
DoReLLa

