Come decoro di una collina,
svetta il castello, qui, su Gravina.
La mia maestra, con grande onore,
dice che era dell’imperatore:
da Federico II ei fu
tanto voluto per stare lassù
come dimora e falconeria,
era per lui diletto e allegria.
Ma era anche vedetta innalzata
per evitare una laida avanzata.
Sol qualche rudere oggi rimane,
eppur racconta la storia immane
di un bel paese di arte e cultura
che oggi necessita di tanta cura.
Senza una storia non c’è identità,
è grazie a lei se siam oggi qua.
Il patrimonio è da preservare
se il paese vogliam far volare.
E noi bambini, dice maestra,
siam per Gravina una buona promessa!

