
PADRON “DEFECAR”
Sull’uscio della porta meditavo,
aria fresca sul viso assaporavo.
Noto paesaggio e bella natura,
occhi ammiravano chiara figura.
Tutto ad un tratto io volto fugace,
poso il mio sguardo su un uomo fallace.
Aria pomposa, incontrastabile,
porta al guinzaglio cane adorabile.
Con molto garbo e senza premura,
cucciol defeca, padron non ne cura.
Or lo richiamo, assai gentilezza:
“Caro signore, può prender ‘monnezza’?”
Egli mi ignora, é sì infastidito,
cammin incalza da uomo tradito.
Perdo pazienza, mia voce brutale:
“Piglia escrementi! Sei mica un maiale?”
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